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Abrams mette a tacere i fans

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tratto dal sito http://www.startrekblog.it

 

MTV ha avuto una simpatica idea, che suona più o meno così: siccome in queste ultime settimane, dall’uscita di Star Trek, si sono diffuse le più assurde teorie riguardo l’intenzionalità di alcuni particolari, perché non chiedere direttamente al capo, J.J. Abrams, di confermare o smentire tali interpretazioni?

E l’hanno fatto. Ed ecco cos’è saltato fuori.

 

Riguardo l’uso della canzone Sabotage dei Beastie Boys, nella scena dell’inseguimento tra il giovane Kirk e il robocop, i fans hanno ipotizzato che si trattasse di un riferimento nascosto al noto difetto di pronuncia di Shatner, che diceva “sabotaage” alla francese.

Sì, ho sentito questa storia. Era così divertente la prima volta che l’ho sentita. Vorrei poter dire che è stato fatto apposta, ma non lo è. Semplicemente mi piace la canzone.

Nella stessa sequenza, Kirk guida una Corvette che poi fa un brutto volo giù da una scarpata. Alcuni spettatori hanno ipotizzato che si trattasse di un modello del ’66, e che con questa particolare scena Abrams avesse inteso chiudere i ponti con il “vecchio” Star Trek, nato appunto nel 1966.

Non sono sicuro che fosse un modello del ’66. Ma quello è anche l’anno in cui sono nato, quindi non farei mai una cosa del genere a quell’anno, per ragioni personali. No, l’idea era mostrare il giovane Kirk ribelle e avere una scena totalmente anacronistica, cioè una scena terrestre, quasi retrò, combinata con una tecnologicamente avanzata e futuristica. Non aveva niente a che fare con quel tipo di metafora.

Nel prologo, la nave di Nero attacca la Kelvin, il cui equipaggio riconosce i propri aggressori come romulani. Ma nella timeline classica, la federazione non conosce l’aspetto dei romulani fino a molto tempo dopo. Secondo i fan, questo sarebbe uno strafalcione da parte di Abrams.

Non viene menzionato nella scena della Kelvin, ma loro sono consapevoli [che si tratta di romulani]. Perché più avanti nel film, Kirk menziona il fatto che erano romulani. Quindi iniziamo intenzionalmente il film con un momento che, per i fan di Star Trek, è un’inversione di marcia rispetto alla linea temporale a loro familiare. […] Sì, l’apparizione dei romulani rompe con quello che è noto come il “canone” di Trek. Ma lo fa apposta.

Infine, molti hanno storto il naso davanti all’aspetto eccessivamente avanzato delle astronavi, non in linea con il look anni sessanta. Alcuni hanno ipotizzato che sia per via dell’attacco alla Kelvin, che avrebbe spinto la Federazione a rimboccarsi le maniche e concepire navi più veloci e adatte alla battaglia. Abrams tenta prima di spiegare il tutto con una teoria un po’ cervellotica, ma poi da la risposta più sensata…

L’idea della storia è che all’inizio del film succede qualcosa che cambia il corso degli eventi: l’incontro con una nave futuristica […]. Si potrebbe pensare che, basandosi sulle letture cha hanno rilevato dalla nave comparsa all’improvviso, abbiano tratto ispirazione per idee e tecnologie che non sarebbero avanzate altrimenti.

D’altra parte, si potrebbe rispondere alla domanda dicendo che la storia riceve una spinta, una correzione, da questo momento all’inizio del film. E se non vuoi rispondere a questa domanda, potresti dire che è solo un film.

Amen, J.J.

 

 

Sequel di Star Trek: parla Abrams

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Già prima che Star Trek si confermasse come uno dei più importanti successi cinematografici di questo inizio 2009, l'ipotesi di un sequel era più che plausibile.
Ora quest'ipotesi è una concreta realtà ma, entusiasmo a parte, c'è un dubbio che assilla i fan della popolare serie: con più di 40 anni di storie alle spalle, come riusciranno i realizzatori ad inventarsi qualcosa di nuovo e convincente ma capace, al tempo stesso, di soddisfare la «vecchia guardia»?

E nella risposta al loro legittimo interrogativo sta la genialità di J. J. Abrams!
L'autore di Lost, con la trovata della realtà alternativa introdotta da questo prequel, ha creato un vero e proprio paradosso temporale che gli consente di «smarcarsi» da quanto le serie TV ed i film precedenti hanno stabilito.
Ed ecco, allora, che moltissime strade si aprono per il possibile (o, più probabilmente, i possibili) sequel.

Anzitutto, il ritorno di William Shatner nel ruolo del Capitano Kirk in un cameo funzionale ad una trama come quello di Leonard Nimoy visto in Star Trek. Dal momento che ci troviamo in un universo alternativo, infatti, è lecito pensare che Kirk non sia morto come, invece, è stato raccontato nel settimo film della serie (Star Trek - Generazioni) e quindi una sua apparizione «invecchiata» non è assolutamente da escludere.
È proprio lo stesso Abrams a confermare di aver pensato attentamente a questo fondamentale aspetto. "Abbiamo voluto creare questa realtà indipendente - spiega il regista - proprio per non dover più incontrare le restrizioni con cui abbiamo dovuto fare i conti in questo primo capitolo. E una di queste restrizioni era il fatto che Kirk fosse morto".

A questo punto, la sfrenata fantasia dei fan è andata subito a toccare un tasto importantissimo per i possibili sviluppi futuri della serie e che è riassumibile in un semplice nome: Khan!
Il villain che dava il titolo al secondo capitolo cinematografico (Star Trek II - L'ira di Khan), nemesi giurata di Kirk, non ha mai subito la sorte raccontata in quella pellicola ed è quindi a disposizione di Abrams e degli sceneggiatori Roberto Orci e Alex Kurtzman. "Kirk e Khan esistono e, anche se le loro storie non saranno del tutto identiche a quelle che la gente ricorda, i percorsi di certe persone sono destinati ad incontrarsi..." ha concluso lo stesso Abrams.

Mettiamoci per un secondo nei panni di un trekker duro e puro: come non esaltarsi di fronte a simili anticipazioni?

(Fonte: Slashfilm)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Giugno 2009 08:31
 


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